Il desiderio di comprendere le proprie radici, il passato che si fonde con il presente, la ricerca di investimenti economici e culturali ricchi di fascino: questo è l’antiquariato.
Una passione che nasce e si sviluppa da lontano, all’epoca degli antichi romani, che trovavano interesse per testimonianze fisiche dei maestri Greci dell’età classica. Questi quando l’originale non era ottenibile realizzavano delle copie, consentendo ad opere che probabilmente sarebbero andate perdute una seconda vita. In seguito, durante il Rinascimento, il collezionismo si sviluppò ancor di più, e in questo periodo un altro movimento viveva il momento di massimo splendore, un fenomeno che incoraggiava e valorizzava le arti, le lettere e le scienze, mediante la protezione di chi lo esercitava: il Mecenatismo. Soltanto dopo, durante il settecento nacque la figura del commerciante d’antichità, quello che poi è diventato l’antiquario moderno.
In Italia, Firenze dispone degli antiquari più qualificati per quanto riguarda il territorio nazionale, raggiungendo il massimo livello nel settore e la miglior scelta in tema di collezionismo.
Sebbene le gallerie siano diminuite, il numero si aggira intorno alla cinquantina e quasi tutte concentrate tra le storiche Via Maggio e Via dei Fossi nel cuore della città. L’evento più importante per l’antiquariato Fiorentino, e non solo, è la Biennale Internazionale dell’Antiquariato che si svolge nella splendida cornice di Palazzo Corsini. La mostra è formata per l’80% da gallerie italiane e un 20% da gallerie straniere, cinquemila microimprese con oltre venticinquemila addetti fra collezionisti, giornalisti e direttori di musei di tutto il mondo. Questa moltitudine di “addetti al lavoro” è un patrimonio storico culturale nelle diverse discipline che creano un circuito infinito del sapere, la cultura dei mestieri e del “saper far bene” è una parte integrante del sistema dell’antiquariato, persone e botteghe compongono un contorno fondamentale che dà valore al settore.
È importante sapere che il mercato dell’antiquariato è cambiato in maniera radicale in questi ultimi anni: negli anni settanta c’era un’elevata richiesta di opere rinascimentali fiorentine, data poi una scarsa disponibilità nel reperire questi beni la richiesta del mercato si è indirizzata verso lo stile barocco. Dall’anno duemila in poi con l’introduzione di arredatori ed architetti si è creato un connubio fra l’arte antica e l’arte contemporanea, una passione per gli ambienti che si è fusa con la storia. Attualmente il mercato è puntato su opere estremamente importanti e delle quali esiste una richiesta come bene rifugio, a discapito degli oggetti di secondaria importanza di cui le vendite sono diminuite.

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Il percorso che gli antiquari fiorentini propongono alla propria clientela, inizia dal XII secolo e prosegue fino all’arte contemporanea con “escursioni” ai macchiaioli alla scuola di Posillipo e tante “gemme” di importanza mondiale, soprattutto dipinti, sculture ed oggettistica, mantenendo la qualità a livelli altissimi per questo impone una scelta rigorosa e selettiva di ogni opera. L’obbiettivo futuro è quello di avere un mercato sempre più scelto e selezionato che possa dare le massime garanzie. A tutela di questo è presente L’Associazione Italiana Antiquari, sempre con sede a Firenze, a Palazzo Corsini. Nata nel 1959, durante la prima Mostra Mercato Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, che si prefigge di tutelare il prestigio dei mercanti d’arte, come assicurazione di ciò ha creato un marchio associativo “che ne registra gli iscritti, impegnandosi a non vendere oggetti senza che ne vengano dichiarate, in maniera esauriente, le caratteristiche di epoca e di autenticità, e a rilasciare i documenti di garanzia delle opere vendute, corredate di fotografia con citazione di eventuali parziali restauri.” Altro punto di riferimento ” come supporto logistico ed informativo” per chi si vuole avvicinare al mondo del’ antiquariato è L’Associazione Antiquari Fiorentini, che ad oggi rappresenta quasi la totalità dei mercanti d’arte della città di Firenze. Si dice che gli antiquari abbiano una specie di sesto senso per quelle che sono le opere degne di nota, sicuramente questa ricerca per il bello, questa passione per ciò che c’è stato prima di noi è tangibile in tutta Firenze. Camminando per la città, che è stata la culla del Rinascimento, ovvero il momento del libero rifiorire delle arti, percorrendo le strade che hanno visto come protagonisti gli artisti più famosi del mondo come Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio è facile essere presi dalla voglia di avere per sé qualcosa in più di un semplice ricordo.
Quando a cornice di questo c’è un palazzo del mille e cinquecento, con facciata decorata da Giorgio Vasari, l’atmosfera si riempie ancor più di fascino. Il Palazzo Ramirez-Montalvo, in Borgo Albizi, è la sede dall’inizio degli anni cinquanta della prestigiosa casa d’aste Pandolfini, fondata nel 1887 dal Cavaliere Luigi Pandolfini. All’interno di esso periodicamente vengono svolte manifestazioni d’asta che attirano una clientela selezionata formata da: amatori, mercanti d’arte e collezionisti a livello internazionale. Le case d’aste ad oggi sono un riferimento importante per chi è interessato a seguire l’andamento dei prezzi e l’orientamento del gusto. Si capisce quindi che la scienza antiquaria è un trasporto di conoscenza da parte degli eruditi d’arte a chi se ne vuole avvicinare, e a chi è stato coinvolto nella contemplazione di produzioni antiche, che ancora oggi sono i modelli delle nostre.

Irene Signorini